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Le Foreste Italiane: una fonte di Energia Termica per il futuro

2024-01-28 17:39

Marco Margotti

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Le Foreste Italiane: una fonte di Energia Termica per il futuro

Esplora come l'energia rinnovabile ricavata dal legno riduce le emissioni di CO2 e promuove le foreste.

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La transizione verso un'economia verde è più che mai una priorità per l'Italia, e le nostre foreste giocano un ruolo cruciale in questo cambiamento. Con un incremento significativo della superficie forestale negli ultimi cinquant'anni, l'Italia vanta una risorsa rinnovabile e sostenibile pronta a essere valorizzata: le biomasse legnose.

Crescita delle Foreste e Utilizzo delle Biomasse:

Nell'ultimo mezzo secolo, l'Europa ha assistito a una rinascita delle sue foreste, un fenomeno che ha significative implicazioni sia per la sostenibilità ambientale che per l'uso delle biomasse come fonte di energia. La relazione tra la crescita forestale e l'utilizzo delle biomasse è un argomento di crescente interesse nel contesto della transizione energetica e della gestione sostenibile delle risorse naturali.

Secondo i dati Eurostat, l'Unione Europea nel 2021 ha registrato un'estensione forestale di circa 160 milioni di ettari, rappresentando un incremento di circa 5,3% dal 2000. Questa crescita è il risultato di riforestazione e rimboschimento naturale e testimonia l'importanza delle politiche e delle iniziative a livello europeo volte a preservare e espandere gli spazi boschivi.

 

L'espansione delle foreste in Italia

In Italia negli ultimi 50 anni la superficie forestale è raddoppiata: nel 1950 era 5,5 milioni di ettari, oggi è complessivamente quasi 11 milioni di ettari, con ulteriori 2-3 milioni di ettari in fase di conversione naturale verso il bosco. Dal 2000 al 2010 è incrementata del 10%, contro il 2% della media europea. In 50 anni sono state abbandonate ampie porzioni del territorio montano colonizzate spontaneamente dal bosco, a causa delle cessate attività agricole e selvicolturali, che negli ultimi 20 anni hanno determinato un incremento medio annuo della superficie forestale di 78.000 ha (FAO, 2010).
Ogni anno il bosco italiano produce un incremento legnoso di circa 32 milioni di m3, di questi solo 7,74 milioni di m3 sono prelevati annualmente, ovvero il 24%, contro una media europea del 56%. Particolarmente basso è anche il prelievo di legname per ettaro di foresta, pari a 0,7 m3, la media europea è 2,4 m3 mentre in Austria e Germania supera i 4 m3, circa il 65% del prelievo di legname in Italia è destinato all’uso energetico, il resto è utilizzato dall’industria del legno (Eurostat, 2021).
 

Risparmio di CO2 del bosco sostenibile

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I boschi gestiti secondo criteri di sostenibilità contribuiscono molto di più alla protezione del clima rispetto a quelli abbandonati, poiché vengono valorizzati a cascata i prodotti legnosi nei settori industriale ed energetico, sostituendo così materie prime fossili e minerali quali l’acciaio, il cemento, il gas, il petrolio e il carbone.

Perciò la rinuncia alla gestione sostenibile della foresta non comporta alcuna diminuzione dell’immissione di CO2 da parte del bosco verso l’atmosfera. La gestione sostenibile delle foreste secondarie ha un effetto significativamente positivo sulla riduzione dell’emissione di CO2 in atmosfera, poiché. nel corso della fase di crescita il bosco immagazzina un’ingente massa di carbonio e attraverso la sua gestione sostenibile grandi quantità di materie prime e combustibili fossili possono essere sostituiti grazie alle filiere di valorizzazione industriale ed energetica del legno prelevato. La valorizzazione energetica di 1 tonnellata di legna da ardere di faggio genera un risparmio di 2,7 tonnellate di CO2. Questa quantità diviene ancora maggiore considerando nel bilancio una serie di altri effetti positivi quali il sequestro della CO2, grazie al suo immagazzinamento per lungo tempo nei tessuti legnosi, e l’effetto di sostituzione dei combustibili fossili e minerali. Così un ettaro di bosco gestito è in grado mediamente di generare (in 300 anni) un risparmio di 1.603 tCO2, ovvero 10 volte maggiore al risparmio conseguibile da una foresta vergine (146 tonnellate di CO2), questo poiché il legname prelevato attraverso la sua valorizzazione energetica, sostituisce combustibile fossile. Nella prassi il valore . ancora maggiore in quanto il calcolo non considera l’effetto sostituzione delle materie prime (fossili e minerali) con il legno 

Implicazioni Economiche e Ambientali

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Il valore aggiunto generato dall'industria forestale e dell'abbattimento in Europa è stato di 25 miliardi di euro nel 2021, con il settore che ha impiegato 3,1 milioni di persone. L'industria del legno e dei prodotti a base di legno è quindi una componente vitale dell'economia europea, con un impatto significativo sull'occupazione e sulle economie locali.

 

Il contesto italiano, con il suo significativo potenziale inespresso nel settore delle biomasse legnose, pone il paese in una posizione unica per guidare non solo la produzione di energia rinnovabile ma anche per sostentare l'economia locale e l'occupazione nel settore forestale.

La crescita delle foreste e l'utilizzo delle biomasse rappresentano un pilastro della strategia ambientale europea e un'opportunità per l'Italia di affermarsi come leader nel settore dell'energia rinnovabile e della gestione sostenibile delle risorse naturali. La sfida che ci attende è quella di armonizzare le pratiche di raccolta con la crescita forestale, assicurando la sostenibilità e la resilienza delle nostre foreste per le generazioni future.

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